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Volontariato

Volontariato con Advar

Questo è uno dei miei più grandi amori, nonché l’associazione di volontariato della quale faccio parte. La mia esperienza in ADVAR iniziò nell’anno 2012; questo, perché ebbi alcuni screzi con l’associazione di volontariato della quale feci parte nei tre anni precedenti.

 

Entrai nella grande famiglia ADVAR molto carico e molto fiducioso nel compiere quello che ritengo, oggi come allora, sia un meraviglioso atto d’amore verso il prossimo. Così, cominciai a frequentare il corso serale, suddiviso in una quindicina di conferenze molto interessanti, di cadenza settimanale e nelle quali vennero affrontate tematiche sempre diverse tra loro. Al termine di questo ciclo di serate, affrontai l’ultimo passo che mi avrebbe permesso di far parte di questa fantastica associazione: un breve colloquio di idoneità. Al termine di questo breve colloquio, che ebbe per me esito positivo, potei iniziare a prestare il mio servizio, per qualche iniziale settimana in veste di tirocinante.

 

Così, potei realizzare un altro mio sogno, sempre più all’insegna del “Chi l’avrebbe mai detto?”. Per circa due anni, il mio scopo in ADVAR fu quello dell’accoglienza, con frequenza quindicinale (quattro ore, la domenica). Successivamente, per gravi problemi di salute, mi convinsi, in nome della mia onestà e del mio rispetto nei confronti dei miei colleghi dell’associazione e delle persone usufruenti servizio, a prendere coscienza di quel mio precario stato fisico-psicologico e, nonostante la mia profonda sofferenza emotiva, dovetti un po’ ridurre la mia mole di servizio ADVAR. Perciò, scelsi di cambiare il mio ruolo, passando dall’incarico di “accogliente” a quello di “volontariato di raccolta fondi”.

 

Oggi, da poco guarito in maniera definitiva, sono responsabile di due piccole cassettine cilindriche, poste nei banchi di due bar-osteria del mio paese, Nervesa della Battaglia: l’Antica Osteria Milork e il bar “Agli archi”, ambienti gestiti da “Persone” che ritengo essere di gran cuore e di profonda sensibilità, “Persone” delle quali mi considero fiero d’ essere amico. Ora che il mio “incubo”, durato più di due anni e mezzo, è finito, conto di tornare presto in sede ADVAR, per poter tornare a ricoprire anche il mio ruolo originario. Noi dell’ADVAR, con grande amore e profondo rispetto, ci occupiamo di… www.advar.it